Remo SQUILLANTINI (Stia, 1920 – Firenze, 1996)

 

Tecnica mista su cartoncino, cm 35 x 50, anni ’80, autentica archivio eredi Squillantini

 

Dopo essersi dedicato ad un'intensa attività di illustratore che lo ha visto impegnato con importanti editori sia italiani che stranieri, a partire dal 1970 si è dedicato esclusivamente alla pittura, elaborando una galleria di personaggi intenti nei riti della quotidianità e di cui evidenzia vizi, abitudini, debolezze e conformismi. Uomo semplice e schivo ha parlato soprattutto attraverso le sue opere sempre più richieste. Spesso si è dedicato a rivisitazioni ironiche di opere del passato e ha sviluppato la propria ricerca per cicli tematici: I sette peccati capitali, Il mare, Il cabaret, Sinopie primi '900. L'ironia espressionista e la sua “toscanità" affiorano nella frequentazione naturale, "osmotica" con Giotto e con Piero della Francesca, suoi estri e conterranei, ma anche dal fatto che Stia, paese in provincia di Arezzo nel quale Squillantini era nato, è anche il luogo in cui venne esiliato Dante ghibellino e dove, come afferma il pittore stesso "nasce l'Arno e nasce l'arte".  Le opere di Remo Squillantini sono state esposte in importanti gallerie pubbliche e private. Tra le mostre personali: - Galleria Santacroce, Firenze nel 1978 - Casinò, Sanremo nel 1988 - Caffè Pedrocchi, Padova 1992-1993 - Tour Fromage, Aosta nel 1999 - Rocca Ariostesca, Castelnuovo in Garfagnana nel 2002 - Galleria Comunale d'Arte Moderna e Contemporanea, Piombino nel 2005 - Galleria Marano, Crotone nel 2010 - Area Archeologica di Paestum nel 2012. 

REMO SQUILLANTINI

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