Paolo Troubetzkoy (Intra, 1866 – Pallanza, 1938)

Scultura in bronzo, h. 36, firma incisa alla base

Paolo Troubetzkoy nasce a Verbania–Intra, sulle sponde del lago Maggiore, il 15 febbraio 1866. Il padre è un principe di origine russa, la madre è una pianista di origine statunitense. La sua preparazione artistica è sostanzialmente da autodidatta grazie all’avvio del pittore, amico di famiglia, Daniele Ranzoni, arricchita da modelli di riferimento come Giuseppe Grandi, di cui fu allievo per un breve periodo, ed Ernesto Bazzaro.

Il giovane principe russo respira il clima dell’ambiente della Scapigliatura milanese e la sua arte sarà inevitabilmente impressa da quegli umori, quei sapori e quegli ideali. Trascorrerà la sua vita tra la Russia, dove sarà anche per un periodo insegnante all’Accademia di Mosca, l’America, l’Inghilterra, la Francia, intramezzati da lunghi soggiorni in Italia.

Le sue creazioni ritraggono il mondo dell’alta società; le figure di ballerine, di fanciulle, di bambini sono entrate a far parte dell’immaginario collettivo grazie ad una struggente malinconia e dolcezza infinita che fanno considerare Troubetzkoy come un’ artista che scolpiva per diletto, considerata la sua posizione sociale ed economica, come uno dei più affascinanti ed interessanti scultori del periodo che dagli ultimi decenni dell’Ottocento traghettò l’arte scultorea sino alle soglie della Seconda Guerra Mondiale.

“La ballerina” - PAOLO TROUBETZKOY

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