PIETRO MELANDRI (Faenza, 1885-1976)

 

Pietro Melandri nasce a Faenza nel 1885 e si forma nello stimolante ambiente culturale della città dei primi anni del secolo insieme con gli artisti del “Cenacolo” baccariniano: Baccarini stesso, Nonni, Guerrini, Drei, Rambelli ed altri…. Approfondisce la propria vocazione artistica frequentando i corsi dell’Accademia di Brera a Milano fino al 1916, data in cui viene chiamato alle armi. Dopo la prigionia inizia fare ceramica prima con Paolo Zoli poi da solo, infine costituisce una società con l’industriale Focaccia di Ravenna (attiva dal 1923 al 1931) producendo opere di grande qualità e livello artistico. Sono questi gli anni in cui Melandri si perfeziona come ceramista, fra l’altro apprendendo e sperimentando quelle tecniche a riflesso e a lustro che lo renderanno famoso nei decenni successivi. Ottiene numerosi riconoscimenti sia in Italia sia all’estero; a Parigi vince un gran premio nel 1925 e il gran premio ufficiale per la scultura nel 1937. Negli anni ’30 inizia la collaborazione con architetti arredatori quali Giò Ponti (conosciuto nel 1930 alla Biennale di Monza), Melchiorre Bega (dal 1933), Piccinato (dal 1938), Poggiali (dal 1941); collaborazione che si intensifica nei decenni successivi e porta alla realizzazione di importanti opere, anche monumentali, per edifici pubblici e privati. Mantiene per tutta la vita un altissimo livello qualitativo. Muore nel 1976.
Ciò che rende inconfondibile e personalissima la produzione di questo artista è il modo di trattare le superficie rendendole preziose e raffinate. Melandri è prima di tutto uno straordinario decoratore come testimonia l’uso che egli perlopiù fa del riflesso che dagli anni ’30 diventa la sua tecnica prediletta per conferire ricchezza ai suoi pezzi.  Pezzi che ancora oggi incontrano il favore del pubblico e della critica: piaceva e piace la loro preziosità, il fatto che anche quando l’artista si serve di un medesimo modello la realizzazione risulta comunque un pezzo unico grazie a piccole variazioni nella plastica, ai diversi colori e decori e a quegli effetti imponderabili e imprevedibili che il riflesso sempre comporta.
Sono oggetti di cui ci si circonda volentieri perché mostrano ricchezza e raffinatezza. Le sue felici creazioni appaiono di una modernità rassicurante, dove novità artistiche altrimenti sconcertanti diventano comprensibili e accettabili grazie alla splendente preziosità dell’oro e dei riflessi.
 

Grande piatto floreale a leggero rilievo, smaltato e iridato - PIETRO MELANDRI

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