Raffinata coppia di vasi orientali policromi a fondo nero con decorazione floreale in metallo smaltato a mano con la tecnica "cloisonne' " di vecchia manifattura, con base in legno di rosa laccato 

Il cloisonné, chiamato anche lustro di Bisanzio, è una tecnica di decorazione artistica a smalto, nella quale dei sottili fili (filigrane) metallici (di solito rame), vengono saldati o incollati ad una lastra di supporto dell'opera da costruire; successivamente quindi, nelle zone rilevate dal metallo, viene colato dello smalto, ottenendo quindi una sorta di mosaico le cui tessere sono circoscritte esattamente dai listelli metallici. La tecnica artistica del cloisonné è antichissima, addirittura conosciuta nell'antico Egitto, dai Goti e dai Longobardi.  In Francia ha preso l'attuale nome di cloison, dal latino clausus, cioè chiuso, indicando la celletta (o compartimento) degli alveoli di supporto, su cui la tecnica artistica è basata. La tecnica e la diffusione è avvenuta anche in Estremo Oriente. I primi reperti risalgono alla Cina del XV secolo e ancor oggi, la capitale cinese Pechino, vanta l'arte cloisonné nell'artigianato turistico, con la grande fabbrica Beijing Enamel factory, che espone il più grande vaso di cloisonné della Cina (alto quasi 2 metri). 
 

Coppia di vasi “cloisonne” - Cina, seconda metà del ‘900

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