Archimede Seguso è stato uno dei più noti maestri vetrai veneziani, distinguendosi nella lavorazione del vetro pesante. Iniziò subito a lavorare diventando maestro già a 17 anni nella fornace dove il padre era socio che si trasformò nel 1933 da “Soffieria Barovier Seguso & Ferro” in “Seguso Vetri d'Arte” azienda che segna lo sviluppo del vetro nei decenni seguenti nella quale collaborò con rilevante importanza come direttore artistico l'artista Flavio Poli. Queste collaborazioni cessarono nel 1946 quando Archimede Seguso fondò la “Vetreria Artistica Archimede Seguso”. Qui riuscì a spaziare riutilizzando tecniche antiche di soffiatura come le famose “Filigrane” chiamate a “Piuma” e a “Merletto”, oltre a sperimentare e realizzare nella seconda metà del Novecento vetri dai colori sovrapposti e dai forti contrasti cromatici nella tecnica del “Sommerso”. Scomparso nel 1999 lascia numerose sue opere, oltre ad un segno indelebile della sua creatività, in molti musei d'arte contemporanea di tutto il mondo. Espose le proprie opere alle Biennali di Venezia, alle Triennali di Milano, Liegi e a moltissime altre mostre. Nel 1982 partecipa alla mostra dei Mille anni del vetro a Venezia a Palazzo Grassi e al Museo Correr, con più sculture. Nel 1989 gli viene dedicata una mostra personale a New York presso Tiffany & Co. Nel 1991, il Comune di Venezia ospita a Palazzo Ducale «I Vetri di Archimede Seguso».

Coppia di grandi vasi in filigrana blu, anni ’70 di Archimede SEGUSO (Murano, 19

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