A linea mossa con cassetto centrale nella fascia
In legno di pero ebanizzato e arricchito da elaborati intarsi in ottone e raffinati fregi in bronzo con mascheroni e cariatidi, piedi a scarpetta in bronzo
André-Charles Boulle (Parigi, 11 novembre 1642 – Parigi, 29 febbraio 1732) è stato un ebanista francese, noto anche come scultore, cesellatore, decoratore, oltre che per uno suo stile ed una sua tecnica particolare nella lavorazione dei mobili[1]. Attivo sotto il regno di Luigi XIV, per il quale lavorò, ottenendo la qualifica di "ebanista del re" nel 1672. Dallo stesso anno ricevette dal re, su consiglio di Colbert, la possibilità di esercitare la sua professione in un laboratorio situato presso il Louvre, che conservò fino alla sua morte, avvenuta all'età di 89 anni. Autore di moltissimi mobili, soprattutto per la reggia di Versailles, eseguì lavori anche per le corti di Spagna e Germania, e per molti committenti privati, sia nobili che dell'alta borghesia. La sua tecnica consisteva nell'eseguire intarsi con ottone dorato e tartaruga, incollati insieme uno sull'altro, ottenendo così due disegni uguali ma invertiti, che prendono il nome di intarsio "prima parte" quello composto dalla lamina di tartaruga come sfondo e l'ottone per riempire i buchi, e "controintarsio" quello che si otteneva con gli "scarti" del primo. L'ottone veniva, ulteriormente, decorato al cesello. Gli altri materiali utilizzati per la lavorazione dei mobili furono, a seconda del modello, osso tinto, corno, avorio, ebano e madreperla, mentre il cosiddetto fondo del mobile era un tipico prodotto di ebanisteria, quindi costituito da una lastra di ebano. Questa tecnica, inventata in Italia, fu ripresa da Boulle e portata ai massimi splendori, tanto da essere definita "intarsio alla Boulle". Alla morte dell'ebanista, la sua produzione proseguì ancora lungamente grazie all'applicazione dei suoi quattro figli. 

Tavolo scrittoio Boullè (Napoleone III, seconda metà dell’800)

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